Milano my way

Milano e’ il volto sorridente di una commessa di 25 anni che trucca una donna di mezz’età. Rimmel in una mano, cellulare nell’altra. Trucca, parla con qualcuno dall’altra parte del telefono, sorride ad una passante frettolosa che sospira di fronte ai miracoli promessi da una crema anti cellulite e si passa una mano tra i capelli, sistemandosi una ciocca ribelle. Milano e’ così, sfavillante in superficie e capace, nel contempo, di infinite altre sfaccettature e contrapposizioni. Anche di solitudini e silenzi Continua a leggere

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Ferragosto mood

imageFerragosto di un’estate strana. Ho addosso ancora il sapore dei ricci pescati in barca a vela, dei tramonti, dell’orizzonte senza fine quando attracco a Cagliari, causa malessere del quasi inossidabile USB che viene prontamente ricoverato per infezione al Brotzu. E allora il Ferragosto me lo passo da sola, con Betty lievemente nervosa e nostalgica. Le ho spalmato un poco di crema sulla schiena e l’ho spedita alla spiaggia di Poetto, dov’è entrambe, in mood anni ottanta, ci siamo sorprese a ricordare altri Ferragosto. Continua a leggere

Primo giorno di barca

Oggi sono vento maestrale che sibille nelle orecchie e aggroviglia i capelli, mare tutt’intorno, mare turchese, azzurro, verde, mare che spumeggia e s’increspa ondeggiando sotto di me, allungata sulla prua di un bar a a vela. Sono salsedine mescolata a sole e crema solare, sono nodi da marinaio e una vela che si gonfia sopra le pagine del mio Kindle. Continua a leggere

Finché la barca va, lasciala andare (in Sardegna)

imageE anche quest anno si parte per le ferie, a cavallo della fedelissima moto tirata a lucido per l’occasione. Sveglia alle 5 con Betty che inizialmente si rifiuta di alzarsi e lo fa solo all’affermazione di USB “non c’è problema, prendiamo il traghetto notturno”. Panico, 12 ore di aria condizionata a manetta, accovacciati come cani sotto luci condannate a non spegnersi mai. In 2 minuti sono lavata, vestita e obbligo pure Betty a sorridere e non lagnarsi. Continua a leggere

Saturno contro

Avere Saturno contro, anche solo SAPERE di averlo, è una condanna. Almeno per chi come me crede nelle previsioni astrologiche e fa la fortuna dei vari Paolo Fox comprando ogni anno il libro delle previsioni annuali. La ricerca delle previsioni astrologiche inizia già ad agosto sul web, per poi culminare a fine novembre alla Feltrinelli più vicina, dove casualmente mi imbatto nel solito volume  fresco di stampa. Quest’anno, come sempre, una Betty tra il curioso e l’ansioso mi ha sussurrato all’orecchio “compralo, anzi, fai prima.. sfoglialo subito….”  e così, con velata apprensione, l’ho scorso fino al fondo (il mio segno zodiacale è l’ultimo, la “summa” di tutti quelli precedenti, dicono) e mi sono imbattuta in quello che da anni temo: SATURNO CONTRO. E non solo, anche quel bischero di Giove fa la guerra ai poveri pesciolini per buona parte dell’anno. Continua a leggere

70 anni

70 anni di mia mamma, che in 7 mesi ha fatto 700 km a piedi (grazie a un malefico aggeggio regalatole da startupe motivatore che ogni giorno bippa se non ha raggiunto i km del giorno precedente).

70 anni di mia mamma, criniera, anima e cuore leonino.

70 anni di mia mamma che si fa largo tra la folla e sale in metropolitana prima che gli altri scendano per paura che non la facciano entrare. Continua a leggere

Sì, guidare…….

Stamattina, saltellando con la mia Vuitton tra un “ricordo di Filo” ed una piantina di Lavanda, ho aperto con un click la macchina e ho ingranato la prima. Ho scansato due oche e due agnellini che ogni giorno attraversano il mio cammino e mi sono immessa nella solita strada provinciale, ingranando la seconda. Due curve, il cielo terso che abbraccia le colline, altre due curve e macchie gialle di ginestra che intervallano il verde di vigne e olivete.

Una lieve salita e poi la discesa, quasi a motore spento, con la radio che snocciola il terzo motivo della giornata (rigorosamente italiano e stupidamente orecchiabile). Pensieri zero solo la macchina che va e lo sguardo libero. Ecco sì, proprio così mi sento mentre ingrano la quarta e apro il finestrino con il vento in faccia: una moderna Louise che sfreccia con una station wagon impolverata lungo tornanti che ho imparato a conoscere a memoria. Nessuna amica del cuore combinaguai (Thelma), nessuno da cui scappare e da rincorrere, solo io e Betty che stamattina, stranamente, è silenziosa e leggera.

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