70 anni

70 anni di mia mamma, che in 7 mesi ha fatto 700 km a piedi (grazie a un malefico aggeggio regalatole da startupe motivatore che ogni giorno bippa se non ha raggiunto i km del giorno precedente).

70 anni di mia mamma, criniera, anima e cuore leonino.

70 anni di mia mamma che si fa largo tra la folla e sale in metropolitana prima che gli altri scendano per paura che non la facciano entrare. Continua a leggere

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Sì, guidare…….

Stamattina, saltellando con la mia Vuitton tra un “ricordo di Filo” ed una piantina di Lavanda, ho aperto con un click la macchina e ho ingranato la prima. Ho scansato due oche e due agnellini che ogni giorno attraversano il mio cammino e mi sono immessa nella solita strada provinciale, ingranando la seconda. Due curve, il cielo terso che abbraccia le colline, altre due curve e macchie gialle di ginestra che intervallano il verde di vigne e olivete.

Una lieve salita e poi la discesa, quasi a motore spento, con la radio che snocciola il terzo motivo della giornata (rigorosamente italiano e stupidamente orecchiabile). Pensieri zero solo la macchina che va e lo sguardo libero. Ecco sì, proprio così mi sento mentre ingrano la quarta e apro il finestrino con il vento in faccia: una moderna Louise che sfreccia con una station wagon impolverata lungo tornanti che ho imparato a conoscere a memoria. Nessuna amica del cuore combinaguai (Thelma), nessuno da cui scappare e da rincorrere, solo io e Betty che stamattina, stranamente, è silenziosa e leggera.

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Come curare l’insonnia

Lo ammetto. Come 12 milioni di italiani soffro di insonnia: il numero, secondo il Signor Google, è variabile, ma comunque mi fa sentire meno sola. Ho provato di tutto: dal tavor, che crea una dipendenza nella dipendenza (dal non sonno),  allo zolpiden (che mi fa dormire, ma solo per 3-4 ore a notte), all’agopuntura che influisce  su tutto il mio organismo TRANNE che sul sonno. “Ci vuole tempo”, mi disse la mia dottoressa al nostro primo incontro: da allora sono passati 2 anni e un centinaio di sedute circa. L’insonnia, però, è rimasta. Continua a leggere

Le partite della mia vita

image.jpegNon sono mai stata una tifosa di calcio, il che, a mio parere, mi rende quasi normale. Anzi, trovo questo sport abbastanza soporifero, apoteosi di 22 uomini che rincorrono una palla, con tatuaggi e pettinature improbabili annesse. Oggi però, complice la partita  di stasera Italia-Germania che vedrò a spizzichi e bocconi (grazie all’assenza di USB), ripenso alle partite della mia vita Continua a leggere

Episodio pilota

 

Questo “posto” nasce 5 anni dopo il mio primo blog. In mezzo, il trasferimento in un’altra città, 5 traslochi,  un gatto nero che si chiama cielo, un uomo che sa di buono (e che qui chiamerò USB) e un cane che fa da filo a tutti noi.

Ma soprattutto lei, Betty Boop, l’alter ego tuttariccieocchigrandi che ogni mattina mi fa l’occhiolino nello specchio del mio bagno. Continua a leggere