Milano my way

Milano e’ il volto sorridente di una commessa di 25 anni che trucca una donna di mezz’età. Rimmel in una mano, cellulare nell’altra. Trucca, parla con qualcuno dall’altra parte del telefono, sorride ad una passante frettolosa che sospira di fronte ai miracoli promessi da una crema anti cellulite e si passa una mano tra i capelli, sistemandosi una ciocca ribelle. Milano e’ così, sfavillante in superficie e capace, nel contempo, di infinite altre sfaccettature e contrapposizioni. Anche di solitudini e silenzi

Milano corre sempre, dall’alba al tramonto, weekend compresi. Si corre per andare e tornare al lavoro, per incastrare asili, cene, pranzi, incontri con amici, supermercati, palestre, cinema, teatri, shopping. Alla fine ci si scorda perché si sta correndo e per svuotare il cervello si va a fare jogging.

Milano e’ la location da trovare per il birthday party di tuo figlio di 5 anni, il Save the date da mandare alle mamme dei suoi compagni di classe e la cooking Class da organizzare per fare divertire tutti durante il party. Le foto da postare su fb così tutti quelli che non c’erano moriranno d’invidia e le altre mamme dovranno trovare una location più figa della tua.

Milano e’ sempre online, on air, on top. Guarda sempre su, in alto, oltre la coltre grigia, oltre allo skyline dei nuovi grattacieli, oltre alla guglia del duomo, oltre al balcone da cui si affaccia una star, oltre a quello che si è tutti i giorni.

Milano e’ il mio punto di inizio e l’agognata itaca di Betty che ogni tanto mal sopporta il verde rilassante della Toscana e desidera un po’ di caos. Tiro fuori il mio trolley, indosso un paio di tacchi, il mio abito migliore e salgo su un treno, direzione Milano centrale. Arrivo, mi soffermo sullo skyline sempre più alto e luminoso, salgo su un taxi dopo una mezz’oretta di coda di fronte alla fermata e corro dalle mie amiche, alla mia Milano.

Otto anni di ricordi metropolitani, ecco la mia Milano fatta di cinque amiche che si raccontano sedute attorno ad un tavolo, sempre lo stesso, nella stessa cucina. Si raccontano insieme, contemporaneamente, finché non capisci dove inizia il tuo racconto e finisce il loro. Parlano, ridono e piangono insieme e Betty fa salti carpiati sul tavolo perché è’ immensamente felice.

La mia Milano e’ fratello startupper affondato nella poltrona rossa che con un orecchio mi ascolta e con il dito spippola sul cellulare.

La mia Milano e’ una fantastica barca di sushi (altra dipendenza di Betty) con una consulente-amica di cui parlo, in due ore, di conferenze stampa da organizzare, uomini, sesso e giornalisti. Non so bene quale sia la connessione tra tutti questi argomenti, forse il sushi.

La mia Milano e’ la stazione dove faccio shopping mentre aspetto il treno per tornare da USB, piena di energia e consapevole che un poco di Milano viene via con me.

A tutti quelli che amano o odiano a Milano, che ci vivono per scelta, per mestiere o per arte, dedico queste scene del film HAPPY MOMENTS di salvatores. Una Milano non solo da bere, lontana dai trucchi e dalle promesse di una profumeria.

 

 

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One thought on “Milano my way

  1. Che bella questa Milano, mi ricorda molto Tokyo, ma senza così forti amicizie.
    Secondo me è il sushi… dovremo provare una sushata insieme, ma con me… solo in quelli migliori!

    Mi piace

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