Milano my way

Milano e’ il volto sorridente di una commessa di 25 anni che trucca una donna di mezz’età. Rimmel in una mano, cellulare nell’altra. Trucca, parla con qualcuno dall’altra parte del telefono, sorride ad una passante frettolosa che sospira di fronte ai miracoli promessi da una crema anti cellulite e si passa una mano tra i capelli, sistemandosi una ciocca ribelle. Milano e’ così, sfavillante in superficie e capace, nel contempo, di infinite altre sfaccettature e contrapposizioni. Anche di solitudini e silenzi Continua a leggere

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Ferragosto mood

imageFerragosto di un’estate strana. Ho addosso ancora il sapore dei ricci pescati in barca a vela, dei tramonti, dell’orizzonte senza fine quando attracco a Cagliari, causa malessere del quasi inossidabile USB che viene prontamente ricoverato per infezione al Brotzu. E allora il Ferragosto me lo passo da sola, con Betty lievemente nervosa e nostalgica. Le ho spalmato un poco di crema sulla schiena e l’ho spedita alla spiaggia di Poetto, dov’è entrambe, in mood anni ottanta, ci siamo sorprese a ricordare altri Ferragosto. Continua a leggere

Finché la barca va, lasciala andare (in Sardegna)

imageE anche quest anno si parte per le ferie, a cavallo della fedelissima moto tirata a lucido per l’occasione. Sveglia alle 5 con Betty che inizialmente si rifiuta di alzarsi e lo fa solo all’affermazione di USB “non c’è problema, prendiamo il traghetto notturno”. Panico, 12 ore di aria condizionata a manetta, accovacciati come cani sotto luci condannate a non spegnersi mai. In 2 minuti sono lavata, vestita e obbligo pure Betty a sorridere e non lagnarsi. Continua a leggere

Come curare l’insonnia

Lo ammetto. Come 12 milioni di italiani soffro di insonnia: il numero, secondo il Signor Google, è variabile, ma comunque mi fa sentire meno sola. Ho provato di tutto: dal tavor, che crea una dipendenza nella dipendenza (dal non sonno),  allo zolpiden (che mi fa dormire, ma solo per 3-4 ore a notte), all’agopuntura che influisce  su tutto il mio organismo TRANNE che sul sonno. “Ci vuole tempo”, mi disse la mia dottoressa al nostro primo incontro: da allora sono passati 2 anni e un centinaio di sedute circa. L’insonnia, però, è rimasta. Continua a leggere