Primo giorno di barca

Oggi sono vento maestrale che sibille nelle orecchie e aggroviglia i capelli, mare tutt’intorno, mare turchese, azzurro, verde, mare che spumeggia e s’increspa ondeggiando sotto di me, allungata sulla prua di un bar a a vela. Sono salsedine mescolata a sole e crema solare, sono nodi da marinaio e una vela che si gonfia sopra le pagine del mio Kindle. Continua a leggere

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Finché la barca va, lasciala andare (in Sardegna)

imageE anche quest anno si parte per le ferie, a cavallo della fedelissima moto tirata a lucido per l’occasione. Sveglia alle 5 con Betty che inizialmente si rifiuta di alzarsi e lo fa solo all’affermazione di USB “non c’è problema, prendiamo il traghetto notturno”. Panico, 12 ore di aria condizionata a manetta, accovacciati come cani sotto luci condannate a non spegnersi mai. In 2 minuti sono lavata, vestita e obbligo pure Betty a sorridere e non lagnarsi. Continua a leggere

Sì, guidare…….

Stamattina, saltellando con la mia Vuitton tra un “ricordo di Filo” ed una piantina di Lavanda, ho aperto con un click la macchina e ho ingranato la prima. Ho scansato due oche e due agnellini che ogni giorno attraversano il mio cammino e mi sono immessa nella solita strada provinciale, ingranando la seconda. Due curve, il cielo terso che abbraccia le colline, altre due curve e macchie gialle di ginestra che intervallano il verde di vigne e olivete.

Una lieve salita e poi la discesa, quasi a motore spento, con la radio che snocciola il terzo motivo della giornata (rigorosamente italiano e stupidamente orecchiabile). Pensieri zero solo la macchina che va e lo sguardo libero. Ecco sì, proprio così mi sento mentre ingrano la quarta e apro il finestrino con il vento in faccia: una moderna Louise che sfreccia con una station wagon impolverata lungo tornanti che ho imparato a conoscere a memoria. Nessuna amica del cuore combinaguai (Thelma), nessuno da cui scappare e da rincorrere, solo io e Betty che stamattina, stranamente, è silenziosa e leggera.

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